Follow friday e hashtag
L’avrete sicuramente capito arrivati sin qui, twitter è diventato quello che conosciamo grazie ai suoi utenti, e spesso all’insaputa dei suoi creatori. Ovviamente non sto parlando solo di popolarità, ma di tutto quello che gli utenti si sono inventati per renderlo un grande servizio. Follow friday e hashtag sono solo un esempio di questa logica, ma hanno in un certo senso rivoluzionato le dinamiche del protocollo. Andiamo con ordine, e vediamo prima di tutto gli hashtag.
per chi si fosse perso le altre guide: prima parte, seconda parte, terza parte
Se avete già presente il concetto di tag, gli hashtag non sono nient’altro che i tag applicati a twitter, e si chiamano hash-tag semplicemente perchè si scrivono preceduti dal cancelletto (# hash in inglese!). Se invece non conoscete il significato dei tag o pensate che c’entri qualcosa col “guten tag” tedesco (buongiorno!), beh, cercherò di raccontarvi brevemente quest’idea.
Letteralmente i tag sono delle etichette, che vengono apposte a qualcosa (nel nostro caso un tweet, ma potrebbe benissimo trattarsi di un articolo di blog) per classificarlo. Il perché e il come della classificazione li lascio a voi, ma l’idea è che, se scrivo un articolo che parla di calcio (tranquilli, non credo succederà mai) lo vado ad etichettare con il tag calcio, mentre se si tratta di un tweet ci metterò l’hashtag #calcio. Lo scopo di questi tag, in poche parole, è quello di classificare i contenuti per favorirne la ricerca e la correlazione. Quindi se io taggassi (leggere ‘etichettassi’) tutti i miei tweet che parlano di calcio con l’hashtag #calcio sarebbe facile risalire, da tutte le mie twittate, a quelle che parlano di calcio! Comodo, ma perchè dovrei farlo, alla fine nessuno mi obbliga, giusto? Giusto.
Perchè hashtag?
La ragione ultima è sempre quella, voglio catturare l’attenzione ed essere seguito da quanti più utenti possibile, per rendere i miei tweet sempre più visibili. Gli hashtag possono fare la differenza perchè esistono siti dedicati alla ricerca dei ‘trending topic’, ovvero gli argomenti caldi del momento, e al livello più elementare questa ricerca si fa andando a guardare gli hashtag.
Infatti quante più persone usano uno stesso hashtag tanto più questo assume importanza all’interno del network, gli hashtag molto usati diventano rapidamente gli argomenti del momento (insomma una tag-cloud costruita guardando gli hashtag di tutti gli utenti twitter!)
Facciamo un esempio che aiuta a capire, se nel mondo fa notizia l’uscita della nuova Playstation4 e tutti si ritrovano a parlarne, usare l’hashtag #playstation4 è una buona idea per identificare i propri tweet e sgombrare il campo da equivoci, guardate che succede in questi esempi:
Spero che prima o poi quelli di sony si inventino un nome nuovo… #playstation4 (@Sony se per caso sei in ascolto a me non fa schifo se me ne regalerai un paio, anche con ‘sto nome orribilmente noioso
).
Ragazzi stasera non twitto, ho il gomito che fa contatto col piede #scuseidiote
“Ma se parliamo d’amore, so quant’è importante limonare” #citazione di @Eelst
E’ il momento di passare a #css3, credetemi ne vale la pena.
Un bel quadretto vero?
Ci sono così tanti modi di usare gli hashtag che catalogarli qui mi sembra improbabile, oltre che fuori luogo. Accontentatevi di sapere che:
- c’è chi li usa per marcare un argomento o parola chiave (#calcio #playstation4 #followfriday)
- c’è chi li usa per descrivere azioni,situazioni e stati d’animo (#facaldo #che2palle #fame)
- c’è chi li usa per definire il proprio tweet (#cazzata #scuseidiote #notizia)
- c’è chi li usa per raggruppare i propri o gli altrui tweet (con RT) (#collezione #perle)
- c’è chi li usa per divertimento (#iosonounodiquelli)
Comunque li usiate, ricordatevi che una volta taggati i vostri tweet li potrete recuperare successivamente cercando l’hashtag che avete usato. E’ proprio questa possibilità di ricerca e aggregazione degli hastag che li rende così versatili e potenti!
Attenzione però, gli hashtag rimangono nei vostri tweet ma non sono buoni per sempre, anzi hanno una specie di scadenza implicita, e questo perchè la ricerca su twitter è rigorosamente real time. Twitter infatti indicizza gli aggiornamenti degli utenti mentre avvengono, il che è utilissimo per ragioni di tempestività nel caso dei flussi di notizie. Il prezzo da pagare per questa velocità di aggiornamento è che la “memoria” di questa ricerca è molto limitata, gli hashtag cioè durano poco.
Venerdì, è ora di seguire qualcuno
Un’altra invenzione brillante degli utenti twitter è stato il followfriday, che letteralmente potremmo tradurre con segui venerdì, o, meglio: il venerdì dei follow. Cosa diavolo significa?
Calma nonna, stai calma…andiamo con ordine
L’idea è questa, ogni venerdi, chi vuole fare un followfriday si mette a segnalare degli altri utenti twitter che, secondo lui, vale la pena seguire. Il tutto contraddistinto dall’hashtag #followfriday o #ff per risparmiare caratteri
Ecco un esempio semplice:
#followfriday @klettern6 @luke_quentin @pinkmartina @annina123 @Wirta @mzmanu @massara
Ma non è l’unico modo possibile di fare #ff !! Personalmente preferisco raccomandare qualcuno per il follow raccontandone qualcosa di più:
#ff seguite @mzmanu perchè è stata così brava e gentile da leggere ogni puntata di questa guida e darmi la sua opinione!
O se vi prende troppo tempo potete scegliere una via di mezzo:
#ff @massara il mio SEO preferito @linux_29 @moukaweb bravi web designer!
Ovviamente il resto del follow friday consiste nel seguire qualcuno di quelli che vi sono stati raccomandati, anche qui date fiducia e riceverete fiducia, secondo me è la prima vera regola di twitter.
Il followfriday ha riscosso un certo successo perchè la dinamica è semplice e il risultato benefico per tutti, si seguono nuovi utenti e si ricevono nuovi follower, tutto di venerdì.
Perchè no?
Recentemente ho sentito alcuni utenti dire che bisognerebbe smettere di fare i followfriday e devo dire che le ragioni del ‘no’ non mi sono molto chiare.
E’ vero che in molti casi fare un #followfriday si riduce ad un bieco ‘io raccomando te se tu raccomandi me’ replicato per infiniti utenti mai letti ne sentiti (o nemmeno seguiti, tanto le menzioni funzionano lo stesso!). Altrettanto vero che con il dilagare dello spam su twitter non è difficile trovare chi abbia numerosi account e si faccia i followfriday da solo per aumentarsi i follower (sigh).
Se chiedete a me credo che si tratti sempre del solito rimpallo tra mezzi e modi in cui questi si possono usare, di per se il #followfriday mi sembra uno scenario win/win, per cui non trovo che ci siano grandi controindicazioni nel farli o nel riceverli. Come sempre, vi invito ad usare la testa per capire quando è sensato farli e quando non lo è. Ricordatevi che, anche qui, nessuno vi obbliga, per cui sentitevi liberi!

























