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Passate ad Android?

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Se vi interessa la tecnologia dovreste già saperlo, si è appena concluso a San Francisco il Google I/O, ovvero il più grande evento per sviluppatori Android del pianeta. Ok, direte voi, ma a me cosa ne viene in tasca? Parecchio, secondo me, e non dovete nemmeno alzare un dito… sempre più viziati da mamma Google ^_^

C’era una volta lo smartphone…

La faccio breve: chiunque di voi non abbia vissuto gli ultimi anni dentro una caverna sa che i cellulari di oggi non sono più quelli di una volta. Qualche anno fa se usavamo il cellulare per parlare e mandare SMS era già tanto, per tutto il resto c’era il pc, e si trattava per lo più di lavoro, gioco, musica o di un qualche documento di office o email da fare per burocrazia personale.

Passa qualche anno e improvvisamente sembra che non si possa fare a meno di un palmare, tutti ne devono avere uno, un mini computer da portare sempre con se, dove scrivere appunti, consultare documenti e “belinate” varie (grazie a FMDV per avermi contagiato con la tua terminologia).

A dar retta ai produttori di hardware c’è sempre qualcosa che ti manca, nella borsa o nella tasca della giacca, sempre qualche buco da riempire con il nuovo rivoluzionario gadget, del resto ognuno deve campare e non si può fermare l’innovazione! ^_^

In questo non sarò avaro di complimenti: diamo credito a chi ci ha portato nel futuro, direttamente dentro l’era degli smartphone: la cara zia Apple.

Quando zia Apple ha annunciato iPhone il mondo ha avuto un sussulto, finalmente un pezzo di plastica, silicio e acciaio ci avrebbe permesso di avere un computer in tasca.

Basta touch screen approssimativi con pennini che andavano irrimediabilmente persi dopo qualche mese, basta versioni di windows improponibili che cercano di rendere inutilizzabile anche l’hardware meglio realizzato.

Finalmente qualcosa che funziona davvero: lo smartphone!

Ci puoi ascoltare la musica, quindi basta lettori mp3 separati, telefonare, messaggiare, leggere le email, fare foto e aggiornare il tuo profilo di facebook (l’altra novità che ha cambiato il nostro modo di usare la rete, da distrazione occasionale a “always on”).

Ma la saponetta di zia Apple ha anche i suoi limiti, ahimè, tanto per cominciare la durata della batteria, che è quantificabile in ore, e non in giorni come per i vecchi cellulari, del resto avere un computer nel taschino ha il suo prezzo.

A parte i limiti strutturali, di cui un altro esempio è l’imprecisione o scomodità inerente di un touch screen rispetto ad una tastiera tradizionale (quella con i tasti veri da pigiare), anche zia Apple ci ha messo del suo, seguendo quella fastidiosa tendenza dei giorni nostri che riassumo con il titolo del prossimo paragrafo…

“L’hardware è mio e lo usi come voglio io”

Benissimo, vai in un negozio di gadget, scegli con cura il tuo telefono, lo scegli tra decine, centinaia di altri telefoni, alcuni dei quali davvero indistinguibili l’uno dall’altro, tranne che per qualche oscuro particolare tecnico, te lo compri, lo porti a casa e pensi che finalmente potrai farci tutto quello che vuoi, giusto?

Sbagliato.

Se non altro perchè quel dispositivo tutto sommato ha le funzionalità del software che ci gira sopra, nel bene e nel male. E allora, magari te lo sei comprato perche ha il wifi, e sei stanco di andartene in giro con decine di cavetti usb, tutti con spinotti differenti, e vuoi finalmente sincronizzare le email, gli mp3, le foto e tutto il resto via wireless…

…e scopri che non puoi.

Certo, perchè al giorno d’oggi non importa tanto il cosa quel pezzo di plastica possa fare, quanto il come chi lo ha progettato vuole che tu lo usi! It’s the user experience baby!

Non fraintendetemi, la tanto cara zia Apple ha veramente innovato con il suo prodotto iPhone, su questo non discuto, e ci ha visto lungo, dettando le regole del gioco per tutti gli altri.

Quello che discuto, semmai, è la filosofia che sta alla base di questi ragionamenti, se mi compro una macchina che può andare a 200 km/h ammesso e non concesso che sia lecito usarla in quel modo, mi girano un tantino se qualcuno decide per me di farla andare al massimo a 120, perché è il modo in cui più comunemente il mondo usa quell’oggetto.

D’accordo, collegare il telefono al computer con un cavo è un procedimento a prova di stupido, va bene, ma se io sono in grado di configurare il mio telefono per usare la rete wireless di casa perchè non dovrei poter sincronizzare il telefono con il computer !? Non saremo mica tutti scemi, no?

Fortunatamente, la visione della zia Apple andava ben oltre un semplice telefono, e meno male, perchè l’altra idea vincente è stata quella di creare un marketplace per le applicazioni, che fosse facilmente accessibile a tutti, il fantomatico App Store.

L’idea di mettere in piedi uno store dove gli sviluppatori potessero creare e vendere (o anche regalare) le proprie applicazioni a tutti non è un’idea nuova, ma l’esecuzione di Apple è stata a dir poco magistrale. Il risultato è che dopo 2 anni l’App store ha più di 200.000 applicazioni disponibili per il download, e proprio grazie a queste applicazioni, in molti casi, gli utenti “smart” riescono in qualche modo a bypassare i limiti del software della zietta di Cupertino.

Allora tutto bene, no?

Non esattamente, perchè zia Apple vuole mettere il becco anche qui… non è infatti permesso agli sviluppatori di creare applicazioni che vadano in qualche modo a sovrapporsi alle funzionalità base del telefono. Vuoi farti un’applicazione che sostituisca gli sms di Apple con una versione a la “Nokia” ? Mi dispiace, non se ne parla nemmeno! Vuoi fare un’applicazione per scaricare le porcate? Impossibile! Zia Apple non vuole, poi magari perdi la vista e ti crescono i peli sul palmo delle mani.

Un’altro esempio di limitazione imposta da zia Apple riguarda il player Flash.

Si poteva anche capire che, al lancio di un dispositivo così innovativo, potessero mancare alcune finezze, era perfettamente scusabile nell’ottica di un miglioramento futuro, al pari dell’assenza di MMS e delle limitazioni delle funzionalità bluetooth.

Flash? Arriva, arriva… dicevano tutti, poi ha parlato zio Steve: “Flash? Non lo voglio!” “Flash? Non vi serve!

Certo che se ne fanno di vaccate… in nome della user experience!

Per chi non lo sapesse, disegno e programmo siti web per professione e per passione, e NON sono un grande fan di flash, anzi credo che grazie ad Ajax ed a toolkit javascript come jQuery e Prototype l’utilità di flash sia di molto diminuita di recente. Detto questo, non credo che zio Steve abbia questa grande ragione per fare una crociata contro Flash… vabbè ti sta antipatico, ma perchè devi scegliere per tutti?

(mi ricorda certe mire di nonna Microsoft ;) )

Cos’è Android e perchè non è irrilevante

E quando sembrava ormai che il mondo fosse tutto in mano a zia Apple, ecco che entra in gioco mamma Google… e chi se lo sarebbe mai aspettato? Sembravano così amiche fino all’altro ieri… poi all’improvviso, ecco che Google vede l’opportunità, copia tutto il copiabile, lo migliora (e in questo non riesce sempre, va detto) e rimuove le limitazioni: nasce Android, il sistema operativo open per smartphone.

E cosi arriva l’Android marketplace, i device con touchscreen capacitivi e le gesture intuitive (pinch-to-zoom), tutte cose inventate da Apple, tutte cose che Google ha riconociuto come innovazione, e ha deciso di implementare a sua volta.

Bisogna anche dire che a Google inventare cose nuove non riesce sempre bene, o meglio, che le riesce una volta su dieci, piuttosto normale, per ogni google killer app (Gmail, Maps, Calendar, Voice, Chrome, Docs) ce ne sono almeno altrettante che rimangono sconosciute o inutilizzate nello sgabuzzino (Wave, Buzz, Latitudes, Picasaweb, Directory, Scholar, …).

Google non è infallibile, come del resto neanche Apple, Microsoft, Mozilla, ecc.

Ma se c’è una cosa che Google sa fare, è prendere atto di come le cose “funzionano”, o meglio di come gli utenti vogliono che funzionino. Rispetto alla media dei giganti di internet, Google ha grande orecchio, e la consapevolezza che, non potendo far contenti tutti allo stesso modo, è il caso di lasciare un po’ di libertà agli utenti finali.

In questo Android è un campione, e non è un caso che, tra tutte le possibilità, sia diventato L’Alternativa ad iPhone.

Produci cellulari? Vuoi farne uno compatibile con Android? Perfetto, ecco le specifiche, ecco l’SDK, vai e fattelo! Vuoi fare un’interfaccia diversa? Sei convinto di poter fare di meglio? Facci vedere!

QUESTA è l’alternativa, sei uno sviluppatore e credi di poter gestire gli sms, o il wireless, oppure il task manager, meglio di chiunque altro? Sei libero di farlo, buon lavoro e buona fortuna!

Passate ad Android?

Android 2.2 (Froyo per gli amici) è ormai pronto, su un cellulare prossimamente nelle vostre tasche, e le novità sono tante, player flash completo e veloce quanto quello del vostro pc, installazione delle applicazioni su SD (già, ve li ricordate gli slot di espansione? quelli che a zia Apple fanno venire l’orticaria perchè gli portano via il sovrapprezzo?) e la possibilità di usare il vostro smartphone come access point wireless per collegarvi ad internet come e quando volete!

Bene, allora, la prossima volta che finite in un gadget superstore… Mi raccomando, frenate gli impulsi fighetti e pensate prima di portarvi a casa questa rivoluzione targata zia Apple.

…avete solo da guadagnarci !

p.s.: per  commenti, flame wars e insulti vari sono a vostra completa disposizione, fatevi sotto!

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One Trackback

  1. Non basta criticare: bisogna essere propositivi…

    Nel mio precedente post ho criticato pesantemente la filosofia di Apple ma, come scrivo nel titolo, non basta criticare: bisogna anche essere propositivi! Simmessa c’è riuscito perfettamente abbinando una critica ragionata alla filosofia di Apple…

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