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Guida a twitter per negati

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Chi mi segue sa che raramente scrivo in italiano su questo blog…Questa volta però farò un’eccezione, perchè si tratta di un articolo per spiegare twitter, per cui cercherò di essere semplice e chiaro, oltre che patriotticamente italofono ;)

Molti di voi avranno sentito parlare di twitter, che da ieri è finalmente disponibile in italiano (qui), al telegiornale o sui quotidiani. Ma allora che cos’è twitter, e soprattutto cosa diavolo me ne faccio? In parole povere Twitter altro non è che un servizio internet, al pari di facebook, myspacelast.fm o digg, di cui sono sicuro che avete esperienza più o meno diretta. In particolare twitter è un servizio che sta giocando un ruolo importante nella diffusione globale di notizie, e per questo se ne sente ogni tanto parlare al tg o sui giornali.

Per dovere di cronaca, vi ricordate le vicende militari e politiche in Iran? Twitter era stato menzionato allora, e anche in occasione dello scoppio dell’influenza suina, di twitter si è parlato molto.

A Cosa serve?

Twitter si basa su un concetto molto semplice, e su meccaniche d’uso un po’ meno semplici ma comunque molto immediate: hai 140 caratteri a disposizione per ogni aggiornamento (un ‘tweet’ in gergo), e entro questi confini puoi scrivere assolutamente quello che ti pare. Facilissimo no? Come un sms, ma con una differenza importante, gli sms che inviamo hanno sempre un mittente e un destinatario, mentre i tweet hanno solo il mittente, come se fossero sms che tutto il mondo riceve e può leggere a piacimento. Facciamo un passo indietro alla vecchia influenza aviaria o allo tsunami in indonesia, vi ricordate che allora la gente era stata più tempestiva dei mezzi di informazione? Le notizie viaggiavano più velocemente a suon di sms che di agenzie stampa e ribattute, e per una buona ragione, informarsi voleva dire sapere come cavarsela durante una catastrofe e magari come sopravvivere, una specie di telefono senza fili moderno e globalizzato. Allora gli sms fecero notizia, adesso twitter fa la stessa cosa, in Iran si usa internet per raccontare fatti di cui i media non parlano, e twitter è abbastanza veloce e immediato da sostituire agenzie stampa inesistenti o anche solo latitanti. Adesso vi torna più chiaro il parallelo tra twitter e sms? Bene, proseguiamo.

Io seguo te, ma tu chi segui?

Fino a qui, il meccanismo è assolutamente semplice e lineare, posso scrivere quello che voglio (entro i 140 caratteri), quando e come voglio (basta avere una connessione internet) e tutti saranno in grado di leggerlo (a patto che gliene freghi qualcosa). Il passo successivo è il più importante di tutti, come fanno gli altri a leggere i tweet che scrivo? Basta che mi ‘seguano’ ! Il concetto è simile a quello dell’amicizia negli altri social network, ma con sfumature e implicazioni diverse.

Se ti seguo, io ricevo nel mio ‘spazio’ (la mia home di twitter) i tuoi aggiornamenti, quindi ascolto quello che mi dici, e si parla di ‘follow’, italianizzando spesso di sente dire: io  follow-o l’utente pincopallino !! Il che è assai brutto, ma fa capire il concetto alla grande. Attenzione, è bene notare che se io ti seguo tu non hai nessun obbligo di seguirmi a tua volta, è una relazione di amicizia asimmetrica, io posso seguirti perchè mi interessano i tuoi tweet (o almeno ho questa aspettativa) e tu puoi bellamente fregartene perchè a te non interessano i miei. Detto questo, molto spesso succede che i seguiti diventino a loro volta inseguitori, se si instaura un rapporto di “fiducia” o interesse reciproco tra utenti.

Le dinamiche di base sono queste, e il ragionamento si estende a tutti i soggetti di cui è composto il network di twitter, semplificando diciamo che posso seguire quanti  utenti desidero e il risultato è che riceverò nella mia home i loro tweet, nello stesso momento in cui questi avvengono o con un breve ritardo (si parla al massimo di qualche minuto).

Follow e popolarità

Su twitter essere molto seguiti significa essere molto letti, per fare un parallelo con la televisione la cosa equivale ad avere molti telespettatori, più sono le persone che ci leggono e più alta è la nostra capacità di comunicare col mondo, eventualmente  influenzandone scelte ed opinioni. Ma è meglio precisare una cosa subito: avere molti amici non significa doverli o volerli seguire tutti sempre; su questo il servizio lascia molta libertà, il tempo passa e gli aggiornamenti degli utenti che seguiamo si accumulano, ma sta a noi decidere se e quando leggere i tweet altrui, allo stesso modo non c’è nessun obbligo di fare i propri aggiornamenti, il tutto è lasciato all’utente con la massima libertà.

Ma quanto si può essere popolari su twitter? spesso si arriva a numeri astronomici, utenti particolarmente popolari come Britney Spears (@britneyspears) e Ashton Kutcher (@aplusk) hanno rispettivamente 3,956,474 e 4,102,164 follower nel momento in cui sto scrivendo, praticamente una percentuale consistente di tutti gli iscritti  (si parla di 25 milioni circa fonte:wikipedia 2009). Non male vero?

Ci sono poi altri parametri da tenere in considerazione per capire la popolarità di qualcuno su twitter, al di la del puro e semplice numero di follower, in particolare si considera il rapporto tra inseguiti e inseguitori. Seguire molte persone ed essere seguiti da poche non è ovviamente un buon indice di popolarità, la situazione migliora tanto più il rapporto scende, 1:1 è considerato un buon rapporto, ma più ci si avvicina a zero e più la popolarità è percepita come “genuina”, anche se chi non segue nessuno non fa in genere un grande uso del mezzo, e si sbilancia troppo verso una sola direzione: il classico “broadcast” alla vecchia maniera, cioè come la TV.

prosegue a breve…

Vai alla seconda parte

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2 Trackbacks

  1. By Tutto (o quasi) su Twitter « Lele-techlab on September 15, 2010 at 15:22

    [...] riporato in questa pagina è stato preso e modificato/inegrato dal blog di Simmessa; qui trovate la versione [...]

  2. By Twitter for dummies « SQUAREZ on December 9, 2011 at 11:59

    [...] Twitter per negati Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the first to like this post. [...]

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